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... ci scrive (21 Novembre 2015)

 
 
 
Carissime Sorelle,
nell'Anno della Vita Consacrata siamo state invitate ad accogliere le "sorprese di Dio", per essere profeti che rendono testimonianza della vita di Gesù e annunciano come sarà il Regno dei cieli: non rinunciamo mai alla profezia!
Accompagnando le suore che hanno già emesso il Voto di Carità e quelle che stanno per emetterlo, vogliamo fare sempre più spazio nella nostra vita all'amore di Dio, ampliare lo sguardo per riconoscere il bene maggiore e mantenerci pronte e vigilanti nella carità.
Il nuovo testo delle Norme Applicative, che presto entrerà in vigore, ci presenta dettagliatamente le attitudini che devono avere le sorelle che assumono questo impegno, ovvero «il voto della dedizione, della passione apostolica che scopre e accoglie in ogni urgenza una chiamata».
Nella giornata del 21 novembre, innalziamo la nostra preghiera per chiedere la grazia che ciascuna di loro, «ispirata dalla carità eroica delle nostre prime sorelle», possa impegnarsi a:
- «cogliere nel Vangelo i tratti di Gesù per assumerli nella propria vita e comunicare Dio con il modo di agire, trasmettendo gioia, benevolenza e serenità;
- aprirsi alla grazia per "farsi serva" e diventare "prossimo" per chi si trova in situazione di maggiore fragilità e precarietà, dimenticanza e emarginazione, per promuovere la dignità dell'altro attraverso la cura attenta, la bontà, la tenerezza;
- "rischiare la vita" attualizzando l'aspetto di martirio di questo voto con la testimonianza di una gratuità che non chiede garanzie, non pretende nulla per sé, va oltre le sicurezze senza aspettarsi gratificazioni o riconoscimenti;
- vivere la vigilanza come prontezza evangelica con una disponibilità totale per qualsiasi servizio in qualsiasi luogo, vivendo in pienezza la propria maternità senza farsi rincrescere la fatica e non permettendo che abitino in lei il lamento, gli scontenti, i giudizi, i calcoli, l'agitazione». (NA 21)
La nostra consacrazione, e pertanto anche l'emissione di questo quarto voto, è finalizzata alla missione, che, come membri dell'Istituto, abbiamo nella Chiesa e nel mondo. Per noi, Figlie di Maria, chiamate ad essere povere e a vivere la "carità evangelica" per "andare dove altre suore non possono andare", servire con la carità di Cristo é qualcosa che impegna tutta la vita e che è «caratterizzato da un profondo amore ai poveri, dalla minimità, dalla disponibilità e dalla prontezza» (C.21).
Quest'anno, due sorelle, faranno il quarto voto. Con questa donazione totale, pur restando fragili creature, con la grazia del Signore effusa nei loro cuori come fuoco che arde e si consuma, esse arricchiscono la santità dell'Istituto e della Chiesa: di questa santità partecipiamo tutte noi e siamo responsabili di custodirla e farla fruttificare.
Gesù, fattosi servo di tutti per amore, vi benedica!
Sr. Gladis Eberhadt
Superiora Generale